La storia

 

Testo e ricerche a cura di Alberto Zaroli
sulla base della documentazione storica raccolta negli archivi A.I.A.
da Luciano Lupi.

LE ORIGINI

La storia dell’attività arbitrale a Busto Arsizio procede all’origine di pari passo con lo sviluppo in città del gioco del calcio.
Ritorniamo così ai primi lustri del secolo scorso: l’Aurora fu la prima società di Busto, i suoi colori erano bianco-blu ed il fondatore Guido Albinola. Anno di fondazione il 1917, sede sociale l’Albergo Tre Re, in via Milano.
Altre compagini si affiancarono all’Aurora nel periodo immediatamente successivo: Victoria, Forti e Liberi, Esperia, Juventus Bustese e Giovane Italia; il primo campo sportivo fu allestito alla periferia nord della città in fondo a via XX settembre (…stra’ balon, per i bustocchi).
Gli appassionati si moltiplicavano e l’Aurora superò i mille soci, restando però sempre sulla soglia della serie A.
Poi, nel 1919, su iniziativa di Carlo Caimi e Cesare Bottigelli, nacque la sezione calcio della società Ginnastica Pro Patria et Libertate. Già nel 1921 la Pro partecipava al campionato dell’Italia Settentrionale, giungendo al secondo posto dietro il Milan, fino all’approdo in Serie A nel 1927/28, sotto la guida tecnica dell’allenatore – giocatore Kutic.
In quella squadra militava Carletto Reguzzoni, probabilmente il più grande giocatore nella storia dei tigrotti.

I PRIMI ARBITRI A BUSTO ARSIZIO

La Pro Patria restò in A fino al 1933 ed i successi della squadra portarono in città un grandissimo entusiasmo, creando come conseguenza diretta un consistente movimento arbitrale, sotto la guida di due pionieri: Vittorio PREVOSTI (che, nel 1928, viene citato come “arbitro benemerito della Federazione” nel primo Annuario della Giuoco del Calcio) e Giuseppe CROSTA.
Furono loro a costituire in città la prima sezione arbitrale autonoma: il 4 ottobre 1932 prese infatti vita il “sottogruppo di Busto Arsizio”, alle dipendenze del “Gruppo Arbitri di Varese”, come risulta dal Comunicato n° 3 del C.I.T.A. (Comitato Italiano Tecnico Arbitrale) a firma del suo Presidente Avvocato Giovanni MAURO.
Il 19 dicembre 1932, sempre con apposito Comunicato Federale, Giuseppe CROSTA viene nominato primo Presidente della Sezione, incarico che conservò per moltissimi anni e che gli valse, nel 1967, il conferimento di un riconoscimento speciale: il Premio Nazionale di Anzianità per i Presidenti di Sezione.
Nell’Annuario del Gioco del Calcio del 1932 compaiono, con tanto di indirizzo, i nominativi dei primi arbitri effettivi di Busto Arsizio: si tratta di Riccardo BIANCHI, Virgilio CASTIGLIONI, Giuseppe CROSTA, Mario GIANI, Umberto MILANO (o MILANI), Fabio RAFFO, Francesco RAFFO e Oreste RAIMONDI, ai quali si aggiungono gli aspiranti Antonio FARINI , Francesco LOYONNET, Bruno PETRONIO e Dino PORCIANI.
Questi dunque sono i primi arbitri della città, gli antesignani di una folta schiera di appassionati che hanno dato lustro all’AIA ed al nome di Busto Arsizio.

GIUSEPPE CROSTA: il fondatore

La figura di Giuseppe Crosta è fondamentale: oltre ad essere il fondatore, fu il Presidente della Sezione di Busto Arsizio per oltre 25 anni (escludendo il periodo bellico).
Il Crosta nacque a Busto il 27 maggio 1899 ed intraprese l’attività arbitrale nel 1926, alle dipendenze dell’Unione Libera Italiana Calcio (ULIC); nel 1931 entrò a far parte del CITA, sostenendo un apposito esame di ammissione ad Alessandria, con una commissione presieduta dall’Ingegner BARASSI, altro nome di grande rilievo nella storia del Calcio in Italia.
Il suo dinamismo lo portò ad assumere rapidamente un ruolo di massima importanza, facendo nascere la Sezione cittadina e diventando un punto di riferimento in ambito provinciale.
Il Ragionier Crosta compare anche tra i fondatori del Comitato di Lega Giovanile di Busto Arsizio (di cui fu anche Presidente), il primo Comitato dell’Alto Milanese, che arrivò a controllare e promuovere l’attività calcistica in una zona comprendente Legnano, Gallarate, Busto, Varese e la Valle Olona.
La sua Presidenza va da 1932 al 1942 (quando si interrompe per quelli che lui stesso definisce “eventi bellici ed insurrezionali”) per riprendere poi nel giugno del 1948. La seconda interruzione si ha nel giugno del 1951: gli organi direttivi dell’Associazione Arbitri impongono al Crosta le dimissioni per “incompatibilità” con l’incarico svolto preso la Società Pro Patria, della quale era, a pieno titolo, Segretario Organizzativo.
Nel 1958 torna ad occupare la poltrona di Presidente, non lasciandola più sino al giugno del 1970, quando le sue condizioni di salute gli imporranno di lasciare spazio ad altri.
L’arbitro benemerito Giuseppe Crosta, fondatore della Sezione, Cavaliere di Vittorio Veneto, combattente nei battaglioni d’assalto nella Grande Guerra (ferito e decorato con Croce di Guerra), Segretario per 20 anni della Pro Patria, muore il 4 aprile 1972.
Così scriveva La Prealpina: “E’ morto bene, in casa sua, dopo aver visto i tanti gol della Domenica Sportiva… Crosta ha dato tanta parte della sua attività al calcio come calciatore, arbitro di Prima Divisione prima dell’istituzione del girone unico, dirigente arbitrale e segretario della Pro Patria. Un uomo abile, di vecchia esperienza e diplomazia, che conosceva le cose più segrete di un mondo che non è rimasto fermo. Lo ricordiamo con rimpianto perché la sua parte al calcio bustocco l’ha data in modo notevole”.

IL DOPOGUERRA e gli altri PRESIDENTI

Torniamo dunque allo scorrere degli anni; eravamo al periodo pionieristico della fondazione, e notiamo come, ancora per molto tempo, le sorti dei direttori di gara cittadini seguissero quelle della squadra: alla crisi della Pro Patria negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale (retrocessione in Serie B nel 1933 e poi subito in C, dove rimarrà fino al 1941), seguì un decremento nell’attività arbitrale. La fine del periodo bellico segna anche il ritorno alla Serie A dei tigrotti: in squadra c’è già Lello Antoniotti, l’altra stella del firmamento bianco – blu, dopo Carletto Reguzzoni.
Con i nuovi successi della Pro riparte anche la Sezione, con nuovi aspiranti arbitri ed il ritorno alla piena operatività.
La presidenza Crosta, con l’interregno di Fabio RAFFO (dal 1951 al 1958) proseguì, come detto, sino al 1970, anno in cui cedette il posto a Giuseppe CAZZANI, prima Commissario Straordinario e poi Presidente.
E’ in questi anni che si ha notizia del primo arbitro di Busto Arsizio promosso alle categorie nazionali nel dopoguerra: si tratta di Giovanni SGROI, alla CASP (semiprofessionisti) nel 1972/73, subito seguito da Vincenzo VERGERIO (alla CASP nel 1975 ed alla CAN C nel 1978).
Nel gennaio 1978 arrivarono le dimissioni di Giuseppe CAZZANI, conseguenti alle vicissitudini che portarono alla costituzione Sezione di Saronno.
Dalla lettura dei documenti del periodo risulta che si verificò una vera propria “secessione” all’interno della Sezione: una lettera, a firma “comitato AIA – Saronno”, venne spedita a tutti gli Associati all’insaputa del Consiglio Direttivo, con il pressante invito ad aderire alla costituenda sezione. Cazzani decise di abbandonare l’incarico, seguito da tutti i Consiglieri, contestando anche il tacito avallo degli organi direttivi nazionali e regionali ad un’iniziativa che, almeno dal punto di vista formale, apparve poco corretta.
Fu quindi nominato Commissario Straordinario (gennaio 1978) Giovanni SGROI che, nell’ottobre dello stesso anno, venne designato come Presidente di Sezione; gli impegni di lavoro lo allontanarono però ben presto da Busto e fu costretto a lasciare, pro tempore,la conduzione della Sezione al suo vice, Giovanni FIZZOTTI.
La figura di quest’ultimo merita certamente una particolare attenzione: ricoprì la seconda carica sezionale per molti anni, svolgendo sempre il prezioso compito di istruttore per generazioni di allievi arbitri; sportivo praticante, giornalista, imprenditore impegnato ed anima di molte associazioni culturali cittadine, Giannino seppe lasciare un profondo ricordo di serenità e saggezza in tutti quelli che ebbero la fortuna di conoscerlo.

GLI ANNI ’80: arbitri ed assistenti a livello nazionale

Nel 1980 subentrò come Presidente sezionale Augusto VITALI, che resterà in carica sino al 1984.
Negli anni ’80 operarono alla CAN D e poi alla CAI (interregionale), Andrea BRASCA e Mario Paolo COLOMBO; il Brasca verrà successivamente promosso alla CAN C, dirigendo molte gare di C1 e raggiungendo così il livello più alto fra gli arbitri cittadini. Negli ultimi due anni di serie C arrivò anche molto vicino alla promozione alla CAN, dirigendo gare di massima difficoltà. La sua delusione per il mancato passaggio fu tale da scatenare un’aperta contestazione verso l’OT del periodo (Gigi Agnolin), con il conseguente allontanamento dall’AIA.
Insieme a Brasca c’erano alla Can C come guardalinee (… si chiamavano ancora così) Marcello BARBARA e Giuseppe SPINELLI; alla CAD transitarono anche Carlo SAIBENE e Marco TOVAGLIERI.
Nel settembre 1984 Vincenzo VERGERIO assunse l’incarico di Presidente di Sezione mentre Vitali venne nominato Componente della Commissione Disciplinare Regionale (della quale in seguito sarà anche Presidente).
I risultati tecnici in questo periodo furono molto buoni: oltre a Brasca, Spinelli e Barbàra alla Can C, si ebbero i passaggi di tre arbitri nella stessa stagione (1987) alla CAN D; si trattava di Giovanni MAFFULLO, Enrico MILANI e Maurizio PACCHIONI. Quest’ultimo dirigerà per tre anni gare di Interregionale, mentre Maffullo proverà l’esperienza CAN D anche come guardalinee.
Il Pacchioni, al termine della carriera, preferì lasciare l’AIA per diventare un collaboratore della Pro Patria, seguendo una strada già percorsa prima di lui da Andrea Brasca e, qualche anno dopo, da Giuseppe Gonnella.

Le ragazze nell’A.I.A.

Nel 1990 Vergerio cede il posto a Marco TOVAGLIERI, nel cui biennio di presidenza si concretizzò il passaggio alla CAN D di Alberto ZAROLI.
Sempre in questi anni si registra una novità importante: entrano nell’AIA le prime ragazze; la prima in assoluto a Busto è Lorena MARELLI, dopo di lei molte altre giovani diventano protagoniste sui campi della provincia e della regione.
In questo settore la sezione vanta un importante risultato: il primo arbitro donna ad esordire nella massima categoria regionale è Marcella GIOIGGI, in Eccellenza a Ponte San Pietro.

La presidenza DE BERNARDI

Nel 1992 venne nominato nuovo Presidente Vincenzo DE BERNARDI, il cui mandato continua fino al giugno 2012 (20 anni, secondo solo a Crosta), dopo essere passato al vaglio elettorale nel novembre 2000 (con il ritorno alla fase di “democrazia diretta”), nel giugno 2004 e nel giugno 2008; nella tornata elettorale del 2004 si registra un autentico “duello” all’ultimo voto con Massimo GORLETTA, risoltosi con uno scarto risicato a favore del presidente uscente.
Transitano intanto alla CAN D ( poi alla CAN D Interregionale) prima Giuseppe GONNELLA e, subito dopo, Roberto CACCIA. Quest’ultimo viene poi (2000) inserito nell’organico degli Assistenti CAN C, dove è giunto anche Massimo GORLETTA, promosso nello stesso anno dalla CAN D.
Nella stagione 1999/2000 si ha anche, per la prima volta in assoluto negli anni recenti, il passaggio di un Osservatore in categoria nazionale: viene promosso Marco TOVAGLIERI, seguito l’anno successivo da Alberto ZAROLI.
Al termine della stagione 2001/2002 Marco AVELLANO transita alla CAN D, ove rimarrà per 4 stagioni al termine delle quali inizia la sua esperienza alla CAN C come Assistente (dalla stagione 2006/2007). Analogo il percorso di Francesco LUNARDON, alla CAN D nel 2005/2006 e poi alla CAN C come Assistente dal 2007/2008.
Passano alla CAN D come Assistenti anche Diego CARRARA, Emanuele GORLETTA e Andrea RAIMONDI, seguiti, nella stagione 2005/2006 da Davide GROSSANO e, nel 2007/2008, da Giovanni COLOMBO.

IL CALCIO a 5

Negli anni ’90 cresce anche un nuovo settore all’interno della FIGC: il Calcio a 5.
Da questo ambito giungono alla Sezione di Busto molte soddisfazioni, tanto che più di un associato può vantare esperienze a livello nazionale; è il caso di citare, in ordine cronologico: Ezio PEDRANI, Alberto ZAROLI, Fausto SARTORATO, Vittorio CUCCHI, Ferruccio FIORELLO, Gianpaolo GALLONE, Igor MUTINARI, Giuseppe SCHILLACI e Carmelo COMMODARO.
Come Osservatori inoltre sono transitati nello stesso organo tecnico (CAN 5) PEDRANI e ZAROLI oltre a Giuseppe SPINELLI, Salvatore MONDELLO e Fausto SARTORATO.
Una citazione particolare meritano Pedrani e Zaroli che devono ritenersi i veri pionieri del Calcio a 5 in Lombardia: furono loro infatti ad arbitrare il primo campionato di “calcetto”, disputato nella primavera del 1985 in un’unica sede (la palestra del centro sportivo Bonacossa a Milano). Per loro anche il primo prestigioso impegno per gli arbitri lombardi in ambito nazionale: le finali di Coppa Italia in Valle d’Aosta.

DIRIGENTI REGIONALI e NAZIONALI

Da ricordare anche il percorso “dirigenziale” di alcuni associati.
Oltre al già menzionato Augusto VITALI (Componente CRA con incarichi amministrativi, dopo l’esperienza alla Commissione Disciplinare), devono essere citati Giovanni PIAZZA (Referente regionale della Scuola Arbitrale), Giuseppe SPINELLI (per molti anni Componente CRA con diversi incarichi), Renzo COLOMBO (prima Delegato Tecnico Provinciale e poi Rappresentante AIA presso il Giudice Sportivo del SGS Regionale), Enrico MILANI (Componente della Commissione Disciplinare e poi Referente regionale della Commissione Esperti Legali) ed Alberto ZAROLI (prima Componente e poi Vice Presidente del CRA Lombardia). Successivamente Zaroli assume un incarico all’interno del Settore Tecnico dell’AIA (servizio ispettivo), primo dirigente nazionale nella storia della sezione.

1932 - 2007: settantacinquesimo anniversario

Nel corso dell’anno 2007 la Sezione festeggia il 75° anniversario di fondazione con una serie di eventi (mostra fotografica, torneo intersezionale di calcio a cinque, gara podistica, pranzo di gala ad Angera), ospitando tra gli altri Alfredo Trentalange e Nicola Rizzoli.
Le celebrazioni culminano il 22 febbraio 2008 con la visita del Presidente nazionale dell’AIA Cesare GUSSONI.

LE SEDI SEZIONALI

L’attuale sede, ubicata in via Espinasse, ospita la Sezione dal 1997: uffici funzionali ed un’ampia sala riunioni garantiscono piena efficienza operativa.
Ottenere dall’amministrazione comunale questi locali non fu semplice: lunghe trattative per avere la possibilità di utilizzare il vecchio ritrovo dell’Associazione “Combattenti e reduci”, abbandonato da anni ed in condizioni penose. Fu programmata una rilevante operazione di autofinanziamento: ogni associato versò un contributo considerevole (100.000 lire) al quale si aggiunsero i rimborsi spese di interi tornei devoluti al fine di consentire il completamento dei lavori di ristrutturazione e di arredo.
La cifra raccolta (oltre 20 milioni di lire), insieme al contributo dell’AIA ed all’opera prestata gratuitamente da molti colleghi, permisero di rispettare il progetto, portando all’inaugurazione nel settembre del 1997, alla presenza dell’allora Presidente del CRA, Alberto CURTI.
Meritano un ricordo anche le precedenti sedi: andando a ritroso negli anni si torna in via Bellotti, a Sacconago (dal 1986 al 1997), con la grande sala riunioni nel seminterrato, in coabitazione con il Gruppo Mandolinistico Bustese.
Prima ancora il ritrovo era fissato presso gli angusti locali del Palazzetto dello Sport di via Ariosto: inizialmente in una sola stanza e poi in due; c’era la necessità di condividere gli spazi con la Società Bocciofila e con i Radioamatori. Due volte al mese si poteva disporre di una polverosa sala riunioni, dove le coppe ed i trofei delle più diverse discipline campeggiavano più numerose delle vetuste e claudicanti sedie.
I ricordi si fanno poi più confusi ma non si dimentica lo scantinato di via Fratelli d’Italia, ospiti dei musicanti della “Società del Quintetto” né, ma qui la nebbia s’infittisce, gli storici locali di via XX settembre dove, tra un bar (il Caffè Zocchi) ed un Ristorante, la storia della Sezione AIA di Busto Arsizio ritorna a viaggiare parallela rispetto a quella della Pro Patria, in quella Stra’ Balon lungo la quale posero le loro radici le tradizioni del movimento calcistico bustocco.

NOTE CONCLUSIVE

Queste le notizie raccolte: poche, frammentarie e incomplete.
Mancano informazioni importanti ma gli archivi sezionali non ci aiutano ad andare oltre: per molti anni la memoria è stata cancellata e sarebbe necessaria una ricerca più analitica ed approfondita per recuperare episodi e personaggi che sono rimasti esclusi da queste pagine.
Mancano soprattutto le storie di tutti quei ragazzi e di quelle ragazze che, anche senza aver raggiunto traguardi di prestigio, hanno fatto vivere questa sezione con il loro impegno e la loro passione: dal 1932 ad oggi oltre 1550 individui hanno condiviso l’esperienza di correre su un campo di calcio portando alle labbra un fischietto.
Questa è anche la loro storia.

ALBO d’ORO dei PRESIDENTI di SEZIONE

1932 / 1942 - Giuseppe CROSTA
1942 / 1948 - interruzione delle attività per la II guerra mondiale e gli eventi conseguenti
1948 / 1951 - Giuseppe CROSTA
1951 / 1958 - Fabio RAFFO
1958 / 1970 - Giuseppe CROSTA
1970 / 1978 - Giuseppe CAZZANI (prima Commissario Straordinario)
1978 / 1980 - Giovanni SGROI (prima Commissario Straordinario)
1980 / 1984 - Augusto VITALI
1984 / 1990 - Vincenzo VERGERIO
1990 / 1992 - Marco TOVAGLIERI
1992 / 2012 - Vincenzo DE BERNARDI
2012 / Oggi - Diego CARRARA

Post Scriptum

Queste pagine non sarebbero state scritte senza il prezioso supporto delle “note” di Luciano Lupi, collega, amico e storico ufficiale dell’AIA.
Luciano riposa per sempre nella sua Genova ma la sua monumentale opera di ricostruzione storiografica delle vicende di tutte le Sezioni d’Italia, alla quale ha dedicato gli ultimi anni della sua vita, attende ancora di essere pubblicata e distribuita.
Un ringraziamento anche a Federico e Giuseppe Misani che ci hanno permesso di “riscoprire” il volto e le vicende del loro nonno Giuseppe Crosta.

Alberto Zaroli, 31/Maggio/2008

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